Grecìa - Otranto - Maglie

15. 01. 02
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Grecìa Salentina e Dintorni

Grecìa - Otranto - Maglie

Il mondo della Grecìa Salentina è racchiuso in appena 150 kmq, ma reca in sé centinaia di secoli da raccontare, da mostrare, da cogliere con lo sguardo in ogni suo angolo. Comprende nove comuni che, nonostante la latinizzazione del territorio e le svariate culture susseguitesi nel Salento per millenni, hanno mantenuto, almeno in parte, lingua, religione e cultura greca. Il “griko” è infatti compreso è parlato da circa la metà degli abitanti di questo suggestivo territorio. Secondo la credenza popolare, quasi tutti i paesi della Grecìa sono miracolosamente scampati ad uragani e tifoni grazie all’intervento dei santi orientali: a supporto di queste leggende vi sono però menhir, dolmen, specchie, laure (antichi rifugi dei monaci basiliani), cripte etc… che danno a questa terra un fascino tutto da scoprire ed ammirare. Non dimentichiamo infatti le “pozzelle”, poste al di fuori dei centri abitati, in cui si attingeva l’acqua per usi domestici e per abbeverare gli animali; le caratteristiche “case a corte”, strettamente legate alla cultura contadina d’altri tempi. Da visitare è Calimera, con la sua Chiesa di S. Vito nella quale è custodito il “Nemanthol”, un “buco circondato di pietra”, una sorta di ‘passaggio’ attraverso il quale si propizierebbe alle donne la fertilità e gli uomini la potenza virile. E ancora Martano con la Chiesa dell’Immacolata dalla facciata barocca, il Castello, trasformato in dimora baronale dal 1649, la Parrocchia dell’Assunta, la Chiesa della Madonna del Rosario e le tante “case a corte” sparse qua e là nel paese. Da Martano a Soleto il passo è breve. Dovete sapere che in questo luogo si può ammirare un’imponente Guglia (alta quasi 40 metri) che, si dice, sia stata innalzata in una sola notte da alcune streghe e quattro diavoli evocati dal Tafuri, noto al suo tempo (1492-1584) per la sua saggezza e le sue arti magiche. Pare che i diavoli, sorpresi dalle prime luci dell’alba mentre ultimavano l’opera, siano rimasti pietrificati con i capitelli in mano in cima alla Guglia… Della Grecìa fanno parte inoltre Sternatìa, Corigliano d’Otranto, Melpignano, Zollino, Castrignano dei Greci e Martignano: tutti con ‘qualcosa’ da mostrare. Starà al vostro occhio attento saper cogliere le loro bellezze. Dall’universo ‘griko’ l’itinerario ora si sposta a Maglie, in un delizioso intreccio di vie su cui spiccano portici, palazzi e chiesette che rispecchiano la fantasia e l’estrosità del barocco leccese. La nascita di Maglie, secondo la leggenda, è dovuta all’unione di tre antichi casali: San Basilio, Sant’Eligio e S. Vito (rappresentati dai tre anelli intrecciati sullo stemma della città). Da ammirare è senz’altro il Duomo dedicato a S. Nicola e consacrato nel 1768, con il suo maestoso Campanile, alto circa 50 metri ripartiti su quattro piani di stili differenti. Più avanti si trova la Chiesa della Maria delle Grazie, davanti alla cui facciata si erge la Colonna Votiva in pietra leccese recante la Statua della Madonna omonima e, agli angoli, i quattro protettori del paese: S. Leonardo, S. Antonio da Padova, S. Nicola e S. Oronzo. A soli 16 km da Maglie eccoci giungere ad Otranto, la “Porta d’Oriente” per eccellenza, il “Canale” tra lo Jonio e l’Adriatico. Qui il tempo sembra quasi essersi fermato: oltrepassata la Porta Alfonsina ci ritoviamo nell’antico borgo medievale, tra i suoi vicoli lastricati in pietra viva, stretti e serpentini. Una sorta di magico labirinto che ci condurrà all’albero della vita rappresentato nel grande Mosaico di Pantaleone custodito gelosamente nella romanica Cattedrale dell’Annunziata. E poi ancora alla Basilica di S. Pietro, uno dei più importanti monumenti bizantini del Salento, che, secondo la tradizione, fu eretta in onore del passaggio di S. Pietro stesso in questi luoghi… Ma non si può lasciare Otranto senza uno sguardo al suo imponente Castello, costruito dagli Aragonesi intorno alla fine del XV secolo sui resti di una più antica fortezza. È a pianta poligonale, circondato da un ampio e profondo fossato che lo rende molto suggestivo e misterioso.